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Agevolazioni Canone Concordato

Pubblicato da Claudio Vinci il 5 Aprile 2021
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Se dovete locare un immobile vi sarete sicuramente domandati quale sia il tipo di contratto da stipulare per poter avere delle agevolazioni.

Per l’affitto di abitazioni si hanno due opzioni principali stipulare o un contratto a canone libero o un contratto a canone concordato. Le due tipologie differiscono per durata e canone.

Nel classico contratto di affitto (quello ordinario), il canone è liberamente determinato sulla base dell’accordo tra proprietario e inquilino, mentre per quel che riguarda il contratto con canone concordato può essere applicato solo per le unità immobiliari abitative e per la durata si può stipulare in:

3 anni + 2 di rinnovo;
da 6 a 36 mesi per gli studenti universitari;
da 1 a 18 mesi per i contratti transitori.

Tra le diverse tipologie di contratto è sicuramente quello a canone concordato il più conveniente dal punto di vista fiscale sia per l’inquilino che per il proprietario.

Ma cosa vuol dire canone concordato?
Vuol dire che nel contratto a canone concordato il proprietario dell’immobile non potrà scegliere liberamente il prezzo dell’affitto, ma dovrà fissarlo tenendo in considerazione un range specifico, fissato dall’accordo territoriale di riferimento per il proprio Comune.

Il costo della locazione infatti deve essere fissato secondo quanto previsto dagli accordi locali delle organizzazioni della proprietà edilizia e delle organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative.

I contratti di locazione a canone concordato possono essere stipulati soltanto in uno dei comuni ad alta densità abitativa tra questi Catania, Firenze, Bari, Bologna, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia, e nei comuni delle suddette provincie con alta densità abitativa;


I contratti d’affitto a canone concordato registrati con la tassazione di cedolare secca sono come abbiamo già detto vantaggiosi per quel che riguarda le agevolazioni ma vediamo nel dettaglio quali sono le agevolazioni fiscali:

L’aliquota della cedolare secca è fissa e quindi non fa cumulo con altri redditi. Nello specifico nei contratti a canone concordato registrati in regime di cedolare secca, l’aliquota è pari al 10% del canone.
Nessuna imposta di registro e di bollo.
I proprietari dovranno versare solo il 75% dell’imposta dovuta per l’IMU.

Anche gli inquilini possono avere delle agevolazioni:

Con la cedolare secca il proprietario locatore sceglie sostanzialmente di rinunciare all’aggiornamento del canone di locazione, comprensivo dell’aumento ISTAT

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